Oggi parlavo con un mio simpaticissimo collega "furlano" (mi piace scherzare con gli "svizzeri de' noantri") degli stereotipi caratteriali regionali dell'Italia, facendomi notare che in Friuli è molto comune che al minimo errore si taglino i ponti con la persona che "ha sgarrato" con noi; d'altro canto io gli feci notare che in Sicilia (regione da cui provengo) è molto comune che, al verificarsi di un diverbio fra due "contendenti", addirittura sono le famiglie a sentirsi chiamate in causa generando una "faida" che può durare anche per generazioni (a seconda della lungimiranza e del quoziente intellettivo dei vari componenti, aggiungerei io).
In linea di massima ci crediamo tutti talmente rigorosi da non ammettere il minimo errore da parte degli altri.
Da chimico un giorno avevo il potere di sposar gli elementi e farli reagire: ma gli uomini mai mi riuscì di capire perchè si combinassero attraverso l'amore, affidando ad un gioco la gioia e il dolore. (Fabrizio De André - "Un chimico")
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giovedì 18 luglio 2013
mercoledì 21 dicembre 2011
Amore e dintorni...
Mi son sempre chiesta cosa spinge due persone a stare insieme.
Non mi si fraintenda: trovare qualcuno con cui scambi volentieri due chiacchiere, bevi una birra, vai al cine e così via è già una rarità, se poi il gradimento è anche fisico è quasi il massimo.
Sì, ho scritto quasi.
Non mi si fraintenda: trovare qualcuno con cui scambi volentieri due chiacchiere, bevi una birra, vai al cine e così via è già una rarità, se poi il gradimento è anche fisico è quasi il massimo.
Sì, ho scritto quasi.
lunedì 19 settembre 2011
Assistenza sociale od assistenzialismo?
Sabato mattina.
Mi incammino verso la sede della Comunità di Sant'Egidio e già dal marciapiede sento il chiacchiericcio delle persone all'interno.
Gente affacciata alle finestre, gente che fa capolino dall'esterno per vedere cosa succede: una gran confusione.
Ogni quindici giorni questa è la consuetudine: i poveri della città vengono da ogni quartiere per ritirare i pacchi spesa con alcuni generi di prima necessità.
Il salottino del ricevimento è diviso a metà: da un lato la distribuzione vera e propria, dall'altro si fa la conoscenza delle persone che arrivano per la prima volta, le quali si raccontano, descrivono la propria situazione familiare, le proprie vicissitudini sentimentali, lavorative - in modo da tracciare un profilo personalizzato delle esigenze di ognuno - quindi ricevono il proprio pacco e vengono invitate a tornare quindici giorni dopo.
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