(tratto da Il Fatto Quotidiano di domenica 11 dicembre 2011)
Soppressi i principali collegamenti tra la Sicilia e la terraferma e a rischio 665 posti di lavoro
Il fiasco di vino e le arance in tasca assieme al russare collettivo nelle fetide cuccette rimarranno lo sbiadito ricordo di un’emigrazione senza speranza alla quale si sono aggrappate milioni di persone per cinquant’anni.